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Avatar digitali per raccontare
servizi e prodotti (anche in multilingua)

Lo storytelling è ormai parte integrante della comunicazione di qualsiasi azienda. Non si tratta solo di mostrare i propri prodotti e servizi ma di raccontarli, in modo tale da spiegare caratteristiche e funzionalità attraverso il coinvolgimento portato dalla narrazione.

Il formato video oggi è imprescindibile: diversi studi condotti da realtà come Google, HubSpot e Nielsen mostrano come i contenuti video risultino più efficaci dei formati statici nel catturare l’attenzione e nel facilitare la comprensione di prodotti e servizi, soprattutto quando il tempo a disposizione dell’utente è limitato.

Non tutte le aziende però hanno le competenze e le risorse interne per creare video brevi capaci di veicolare in pochi secondi il giusto messaggio.

A ciò si aggiunge anche la problematica della lingua: le imprese che operano nel mercato internazionale spesso si trovano a dover comunicare con partner stranieri e non sempre l’uso della lingua inglese può essere considerato un passepartout.
Proprio per superare queste criticità MyGame Studio ha introdotto l’utilizzo di avatar digitali, utilizzabili assieme totem e gamification oppure sui media (sito, social, canali YouTube, Vimeo, etc. dei clienti).

Cosa sono gli avatar digitali per il marketing

Gli avatar digitali, detti anche presentatori virtuali o – all’inglese – digital human, sono personaggi virtuali generati con il supporto dell’intelligenza artificiale, progettati per presentare prodotti e servizi attraverso brevi video. Possono assumere l’aspetto di una persona reale o di una figura stilizzata e vengono utilizzati come volto narrante per veicolare messaggi in modo chiaro, coerente e facilmente replicabile. A differenza dei video tradizionali, gli avatar permettono di creare contenuti sempre aggiornabili, adattabili a contesti e canali diversi, mantenendo uno stile comunicativo uniforme.

Nel marketing, il loro utilizzo risponde a un’esigenza precisa: raccontare in pochi secondi informazioni spesso complesse, senza ricorrere ogni volta a nuove riprese, speaker o set di produzione. Un avatar può presentare lo stesso contenuto in più lingue, con lo stesso tono e la stessa struttura, semplificando la gestione della comunicazione soprattutto per aziende che operano su mercati diversi o che utilizzano numerosi canali, dal sito web ai social, fino alle presentazioni e ai materiali informativi digitali.

In questo senso, l’avatar non sostituisce la comunicazione umana, ma diventa uno strumento di supporto, pensato per rendere il racconto più accessibile, continuo e facilmente distribuibile nel tempo.

Perché una azienda dovrebbe considerare un volto digitale

L’adozione degli avatar digitali nasce spesso da esigenze molto concrete.

  • In molte aziende non c’è personale disponibile o disposto a comparire in video in modo continuativo, soprattutto quando si tratta di realizzare contenuti ripetitivi o aggiornabili nel tempo. Anche quando la disponibilità esiste, non sempre sono presenti competenze comunicative adeguate per raccontare prodotti e servizi in modo efficace, sintetico e coerente con il linguaggio del brand.
  • Un’altra esigenza ricorrente riguarda la comunicazione multilingua. Operare su mercati internazionali significa spesso dover spiegare gli stessi contenuti a interlocutori che parlano lingue diverse, non sempre coperte da risorse interne. La produzione di video in lingue come il cinese, il russo o altre lingue extraeuropee può richiedere traduttori specializzati, speaker madrelingua e processi di revisione complessi, con costi e tempi difficili da sostenere quando i contenuti devono essere aggiornati o adattati con frequenza.
  • C’è poi un aspetto legato all’immagine e alla percezione dell’organizzazione. Alcune aziende desiderano rappresentare una struttura articolata, composta da più figure o reparti, anche quando non è possibile coinvolgere direttamente molte persone nella produzione dei contenuti.

 

In questi casi, la possibilità di creare più avatar consente di raccontare servizi, linee di prodotto o aree aziendali diverse, mantenendo coerenza narrativa e visiva, senza dipendere dalla presenza fisica di specifici referenti.

Gli avatar digitali sono in grado di superare queste difficoltà con tempi di produzione molto più contenuti di quanto richiederebbe uno staff “umano” e, di conseguenza, con costi notevolmente inferiori.

Narratori digitali nei contesti culturali e museali

L’utilizzo degli avatar digitali può trovare applicazione anche in ambiti culturali e museali, dove il racconto è basilare, sia per catturare l’attenzione sia per migliorare la fruizione dei contenuti. Qui, l’avatar può diventare uno strumento narrativo capace di dare voce a testi storici, documenti o testimonianze.

Un esempio è la possibilità di far parlare un avatar che rappresenta un personaggio del passato, ricostruito in modo coerente con l’epoca e il contesto storico. In questo modo, il visitatore non si limita a leggere un pannello o ad ascoltare una spiegazione neutra, ma viene accompagnato da una figura che contestualizza il racconto, facilitando la comprensione e la memorizzazione delle informazioni.

Inseriti all’interno di totem interattivi o percorsi digitali, gli avatar possono contribuire a rendere l’esperienza museale più dinamica, senza sostituire i contenuti scientifici. La tecnologia diventa così un mezzo per supportare la narrazione e ampliare le modalità di accesso al patrimonio culturale, mantenendo un equilibrio tra rigore informativo e coinvolgimento del pubblico.

Domande frequenti sugli avatar digitali

Gli avatar digitali possono essere utilizzati per comunicare in più lingue?

Sì. Gli avatar permettono di creare video in più lingue mantenendo lo stesso contenuto e lo stesso tono narrativo. Questo è utile soprattutto per mercati internazionali e per lingue in cui traduzioni e speaker madrelingua comportano costi e tempi elevati.

I video con avatar digitali possono essere utilizzati all’interno di totem interattivi, sui siti web, sui social, su piattaforme video come YouTube o Vimeo, nelle presentazioni e come supporto informativo inviato via email. Il formato consente di adattare lo stesso contenuto a canali diversi.

Sì. Gli avatar digitali possono essere utilizzati anche in ambito museale e culturale come strumenti di supporto alla narrazione. Possono, ad esempio, dare voce a testi storici, documenti o racconti, oppure rappresentare personaggi del passato che accompagnano il visitatore nella scoperta di opere, luoghi o percorsi tematici. Inseriti all’interno di totem o percorsi digitali, contribuiscono a rendere l’esperienza più accessibile e coinvolgente, senza sostituire il lavoro scientifico e curatoriale del museo.

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